ⓘ Giovanni Dore

                                     

ⓘ Giovanni Dore

Giovanni Dore è stato un presbitero, etnomusicologo, museologo, organologo italiano, studioso delle tradizioni popolari sarde.

                                     

1. Biografia

Religioso e ricercatore delle tradizioni sarde, Giovanni Dore concentrò i propri studi sugli strumenti musicali popolari e sulle poesie religiose scritte in lingua sarda.

Organologo non accademico, ampliò gli studi avviati, nei primi decenni del Novecento, dal musicologo cagliaritano Giulio Fara.

In oltre cinquant’anni di attività raccolse oltre cinquecento strumenti musicali, oggetti sonori e congegni fonici che ebbe modo di esporre in numerose mostre regionali e internazionali che, a partire dagli anni settanta, furono raccolti all’interno del Museo degli strumenti della musica popolare sarda, allestito nei locali della casa parrocchiale della chiesa di San Nicola di Bari di Tadasuni, in provincia di Oristano. Per decenni il museo divenne luogo di riferimento per studiosi internazionali di etnomusicologia.

Di rilievo, le poderose raccolte di poesie religiose sarde pubblicate dallISRE Istituto superiore regionale etnografico, centrate soprattutto sui componimenti denominati gosos, che il ricercatore riteneva imparentati con i κοντάκια da contacio bizantini. Lultima sua opera è stata dedicata alle poesie scritte dal sacerdote Giovanni Battista Madeddu, originario di Ardauli.

Dore si distinse anche come divulgatore etnomusicale, all’interno della rassegna "Musica e preistoria", pubblicando numerosi saggi in riviste e opere scientifiche, inoltre curando trasmissioni radiofoniche e televisive specialistiche.

Nel 1977, vinse il Premio di cultura della Presidenza del Consiglio dei ministri. Dopo il decesso, la collezione degli strumenti musicali è passata in eredità a due nipoti.

Lopera del Dore è stata di stimolo culturale per numerosi musicisti sardi ed è stata valorizzata da etnomusicologi, tra cui Roberto Leydi, Sandra Mantovani, Febo Guizzi, Diego Carpitella, Pietro Sassu, Paolo Mercurio, e dal linguista Giuseppe Mercurio.

                                     

2. Opere

  • Giovanni Dore, Gli strumenti della musica popolare, in" La Sardegna Enciclopedia”, a cura di Manlio Brigaglia, Cagliari, Cagliari, 1988.
  • SC Giovanni Dore, Vol. 1. Lodi in lingua logudorese, in onore della Vergine, del Signore, della Trinità e per ricorrenze varie. Vol. 2 e 3. Lodi e preghiere in lingua logudorese, campidanese e gallurese in onore della Vergine, del Signore, della Trinità e per ricorrenze varie, in Gosos e ternuras: testi e musiche religiose popolari sarde secondo lantica e ininterrotta tradizione di pregare cantando, Nuoro, Istituto superiore regionale etnografico, 1983 e 1986, SBN IT\ICCU\PBE\0015233.
  • SC Giovanni Battista Madeddu, Canticos sacros in sardu idioma, Ghilarza, Iskra, 2006, SBN IT\ICCU\CAG\1226055. Trascrizione e revisione dei testi a cura di Giovanni Dore.
  • Giovanni Dore, I miei incontri con i suonatori di launeddas, in Launeddas: lanima di un popolo, Cagliari-Nuoro, AM&D-Istituto superiore regionale etnografico, 1997, SBN IT\ICCU\CAG\0040475. A cura di Giampaolo Lallai; fotografie di Nico Selis.
  • Giovanni Dore, Gli strumenti della musica popolare della Sardegna, Cagliari, 3T, 1976, SBN IT\ICCU\CAG\0024988.
  • Giovanni Dore, I testi del dramma silenzioso del Venerdì Santo ed il rito degli strepiti, in Liturgia e paraliturgia nella tradizione orale: primo Convegno di studi: Santu Lussurgiu, 12-15 dicembre 1991, Cagliari, Universitas, 1992, SBN IT\ICCU\CAG\0028100. A cura di Giampaolo Mele, Pietro Sassu.