ⓘ Galleria Sabauda

                                     

ⓘ Galleria Sabauda

La Galleria Sabauda è una pinacoteca italiana situata a Torino e costituisce una delle più importanti collezioni pittoriche presenti in Italia.

Ospitata dal 2014 nella Manica Nuova del Palazzo Reale, allinterno del complesso del Musei Reali di Torino, conserva oltre 700 dipinti che spaziano dal XIII al XX secolo. Fra i contenuti di maggior interesse spicca una raccolta particolarmente importante di autori piemontesi, fra cui Giovanni Martino Spanzotti, Macrino dAlba, Gerolamo Giovenone, Bernardino Lanino, Il Moncalvo, Tanzio da Varallo, Gaudenzio Ferrari e Defendente Ferrari, un vasto assortimento di opere prodotte dai maggiori nomi della pittura italiana, come Beato Angelico, Duccio di Boninsegna, Piero del Pollaiolo, Andrea Mantegna, Bronzino, Filippino Lippi, Daniele da Volterra, Il Veronese, Tintoretto, Guercino, Orazio Gentileschi, Giambattista Tiepolo, Guido Reni, Bernardo Bellotto e uno dei migliori nuclei italiani di dipinti della Scuola Fiamminga, con nomi quali Van Dyck, Rubens, Rembrandt, i Brueghel, Memling e Van Eyck.

Nel 2018 il complesso dei Musei Reali, che comprende il Palazzo Reale, la Galleria Sabauda, lArmeria Reale, la Biblioteca Reale, il Museo Archeologico le mostre ospitate a Palazzo Chiablese, è stato visitato da 515.632 visitatori.

                                     

1. Storia

Le origini della collezione si legano strettamente alla Casa Savoia: essa prese forma stabile a Torino durante la seconda metà del XVI secolo, quando Emanuele Filiberto decise di trasferire proprio a Torino la capitale del ducato, in precedenza a Chambéry.

Il museo vero e proprio venne istituito, per concessione di re Carlo Alberto, il 2 ottobre del 1832 giorno del suo compleanno con il nome di Reale Galleria e sistemata nelle sale di Palazzo Madama. Si apriva così al pubblico una quadreria famosa in tutta Europa, frutto della secolare passione collezionistica di Casa Savoia.

Mentore e primo direttore della Galleria fu Roberto dAzeglio che nel 1836 avviò la pubblicazione, in fascicoli con preziose riproduzioni a stampa, del primo catalogo della collezione che riuniva, a quel tempo, 365 opere provenienti da Palazzo Reale, dal Palazzo Carignano di Torino e dal Palazzo Durazzo di Genova.

Al disegno politico-culturale di Carlo Alberto si deve la dotazione di un fondo di gestione autonomo, assieme alla esortazione in favore di un programma di acquisizioni che desse adeguato spazio alle varie scuole italiane ed" ultramontane”. Nel 1848 linsediamento del Senato in Palazzo Madama pose ben presto lesigenza di individuare una nuova sede per la galleria. Solo nel 1865 – grazie agli sforzi organizzativi di Massimo dAzeglio, succeduto come direttore al più anziano fratello Roberto – si realizzò il trasferimento al secondo piano del Palazzo dellAccademia delle Scienze edificato a partire dal 1679 su progetto di Guarino Guarini come "Collegio dei Nobili". Nel frattempo, nel 1860, il re Vittorio Emanuele II aveva compiuto il munifico gesto di donazione della Galleria alla Nazione, ponendola alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione.

Nella nuova sede i quadri furono ordinati secondo la canonica suddivisione cronologica e per scuole pittoriche di appartenenza, con uno spazio importante dedicato sin da allora alla pittura piemontese del XV e XVI secolo. Fu nel 1933, in occasione del centenario dellistituzione, che la pinacoteca assunse la definitiva denominazione di "Galleria Sabauda".

Lo sviluppo della Galleria fu segnato da una costante crescita del patrimonio artistico. Fra i contributi più importanti vi fu quello dellindustriale biellese Riccardo Gualino, il cui primo, importante blocco giunse nel 1930. Negli anni Cinquanta, per cura museografica dellarchitetto Piero Sanpaolesi e museologica della Soprintendente Noemi Gabrielli, la Galleria fu sottoposta a un completo progetto di riallestimento. Il progetto - nonostante il contrasto fra Sanpaolesi e Gabrielli, sfociato in una causa giudiziaria - venne unanimemente considerato uno dei capolavori della museologia italiana del dopoguerra.

Fra gli anni Ottanta e Novanta la Galleria fu al centro di continui lavori di modifica e riallestimento, mirati da un lato a ampliare il numero delle opere esposte, dallaltro a modificare il percorso di visita in base ai diversi nuclei di collezionismo: grande evidenza fu data, in particolare, alla collezione del Principe Eugenio di Savoia, che, un tempo a Vienna, era giunta in Piemonte nel corso del XVIII secolo. Tali modifiche di fatto incisero in modo profondo sulloriginario progetto Sanpaolesi-Gabrielli, che rimase leggibile sostanzialmente soltanto nellatrio dingresso. Sempre in questo periodo si diede avvio a una massiccia campagna di restauro dei dipinti, in particolare di quelli su tavola, al loro adattamento a cornici preesistenti e infine a una prima considerazione critica delle opere del Novecento, in particolare dei Sei di Torino.

Nel 1998, per adeguare la Galleria alle sempre più pressanti richieste di spazi, luce e servizi - fra cui uno spazio per lesposizione temporanea - ebbero inizio le procedure per il trasferimento in una nuova sede, la terza della sua storia. Nei mesi a seguire tale nuova sede fu individuata nella cosiddetta "Manica Nuova" del Palazzo Reale, un corpo architettonico realizzato fra XIX e XX secolo da Emilio Stramucci accanto al Duomo, in via XX Settembre 88. Questa decisione, presa inizialmente dal Direttore Regionale Pittarello, sarebbe stata confermata dai successivi Direttori e Soprintendenti, anche sulla base della progressiva disaffezione del pubblico verso il museo, che negli ultimi anni totalizzava circa 30.000 spettatori annui, scuole comprese. Il progetto diventò concreto grazie a un sostegno finanziario di 35 milioni di euro. Nel 2003 lo Studio Albini di Milano vinse la gara per il progetto museografico della Galleria. Il progetto, approvato fra laltro dallallora Soprintendente ai Beni Artistici Carla Enrica Spantigati, prevedeva che i quadri della Galleria venissero montati su pannelli rigidi; sotto il profilo architettonico, lo Studio Albini inoltre previde la liberazione delle superfetazioni murarie, che ottundevano gli spazi originali di Stramucci.

I lavori, affidati al Gruppo Gozzo Edart di Torino, proseguirono negli anni a seguire. Nei primi mesi del 2012 il piano terreno era pronto ad accogliere una parte dei dipinti. Nellaprile 2012 la vecchia sede della Sabauda venne definitivamente chiusa: quindici giorni più tardi 99 opere, scelte fra le più significative del museo, vennero accolte nel piano terreno della "Manica Nuova", nellambito di una mostra temporanea a cura del Soprintendente Edith Gabrielli; contestualmente altre 74 opere, già parte della collezione del Principe Eugenio di Savoia, furono spostate nel complesso della Venaria Reale, nellambito di una mostra sullo stesso Principe Eugenio di Savoia curata dalla ex Soprintendente Spantigati. Lintera operazione, dal titolo "I quadri del Re", aveva lobiettivo di garantire almeno in parte la fruizione di una parte significativa della Galleria Sabauda anche durante la fase di trasferimento.

La chiusura della vecchia sede della Galleria Sabauda e la conseguente operazione di trasferimento suscitarono alcune polemiche. Sulla stampa quotidiana corse voce di un presunto danneggiamento dei quadri in occasione del trasferimento, che sarebbe stato causato da malfunzionamenti degli impianti di climatizzazione. In realtà, queste ed altre voci si legarono piuttosto alla difficoltà di abbandonare lo storico allestimento Sanpaolesi-Gabrielli, sebbene il Museo egizio, destinato a succedere negli spazi, garantisse il mantenimento dellarchitettura originale.

Nel corso dei lavori la Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici del Piemonte attuò alcune iniziative per garantire la continuità di accesso al patrimonio della Sabauda. Da segnalarsi, in particolare, lapertura al pubblico del deposito temporaneo nel Castello di Moncalieri; e la mostra La Sabauda in Tour per le Città, unesposizione temporanea aperta nellestate del 2014 in 15 sedi, ubicate in tutte le province del Piemonte.

Il 4 dicembre 2014, alla presenza del Ministro per i Beni le Attività Culturali Dario Franceschini, si è tenuta linaugurazione della Manica Nuova di Palazzo Reale, ora sede definitiva della Galleria Sabauda. La Galleria - ora collegata ai cosiddetti Musei Reali - si basa su un progetto museologico del tutto nuovo, curato scientificamente dal Soprintendente Edith Gabrielli. Questo intervento è stato realizzato anche grazie ai fondi del Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96.

Il progetto, basato sullesposizione di 500 quadri, prevede fra laltro una rivalutazione della collezione Gualino e delle opere del Novecento, messe a confronto al quarto piano del nuovo edificio.

                                     

2. Opere esposte

Lattuale ordinamento della galleria prevede una sequenza per cronologia, o time line. Fra i pezzi più significativi si segnalano:

  • Gerrit Dou, Giovane olandese alla finestra
  • Francesco del Cairo, Erodiade con la testa del Battista
  • Paolo Veronese, Cena in casa di Simone, 1556-1560
  • Rogier van der Weyden, Committente inginocchiato e Visitazione dal Trittico dellAnnunciazione, 1434
  • Orazio Gentileschi, Annunciazione, 1623
  • Jan van Eyck, Stigmate di san Francesco, 1428-1429
  • Macrino dAlba, Madonna in adorazione del Bambino con angeli; i santi Giuseppe, Giovanni Battista, Gerolamo, Solutore e un donatore
  • Piero del Pollaiolo, Arcangelo Raffaele e Tobiolo, 1465-1470
  • Bergognone, Tavole della Predicazione di SantAmbrogio e della Consacrazione di SantAgostino
  • Guercino, Erodiade che suona il liuto
  • Gerolamo Savoldo, Madonna col Bambino e santi Francesco e Gerolam
  • Gaudenzio Ferrari, Crocifissione
  • Gerolamo Giovenone, Pala Buronzo
  • Antoon van Dyck, Ritratto equestre del principe Tommaso di Savoia-Carignano, 1634 e I figli di Carlo di Inghilterra, 1635
  • Isidoro Bianchi attribuito, Martirio di San Bartolomeo del 1631
  • Hans Memling, Passione di Cristo, 1470-1471 circa
  • Rembrandt van Rijn, Ritratto di Vecchio
  • Bronzino, Ritratto di Gentildonna
  • Paolo Veronese, Venere e Marte con Cupido, 1570 circa
  • Rubens, Ercole nel giardino delle Esperidi
  • Guido Reni, Apollo che scortica Marsia
  • Beato Angelico, Madonna col Bambino
  • Matteo di Gualdo attribuito a, San Gerolamo
  • David Teniers il Giovane, Giocatori di Carte
  • Filippino Lippi, Tre arcangeli e Tobiolo, 1485 circa
  • Sebastiano Ricci, Susanna davanti a Daniele
  • Duccio di Boninsegna, Madonna in trono con Bambino e due Angeli, 1280-1283
  • Smalti di Abraham Constantin acquistati da Carlo Alberto di Savoia nel 1826.
  • Sodoma, Morte di Lucrezia del 1515
  • Paolo Pagani, Guarigione del cieco, 1682-1685,
  • Giovanni Martino Spanzotti, Trittico della Madonna col Bambino e Santi Ubaldo e Sebastiano ;
  • Rubens, Deianira presta ascolto alla Fama
  • Andrea Mantegna, Madonna col Bambino e santi, 1500 circa
  • Bernardo Bellotto, Veduta di Torino dai Giardini Reali e Veduta del vecchio ponte sul Po a Torino
  • Petrus Christus, Madonna col Bambino
  • Defendente Ferrari, Polittico di SantIvo