ⓘ Carlo Tresca

                                     

ⓘ Carlo Tresca

Carlo Tresca è stato un sindacalista, giornalista, editore, anarchico, antifascista e drammaturgo italiano naturalizzato statunitense editore di giornali e leader del movimento operaio negli Stati Uniti dAmerica.

                                     

1. Biografia

Dopo la laurea in Giurisprudenza, fu attivo in Italia come segretario di settore della Federazione dei Lavoratori Italiani nelle Ferrovie ed editore del quotidiano Il Germe. Si trasferì negli Stati Uniti nel 1904, per sfuggire a una condanna al carcere inflittagli per la sua attività politica in Italia. Si stabilì a Filadelfia, dove divenne editore de Il Proletario, pubblicazione ufficiale della Italian Socialist Federation I.S.F., la Federazione locale dei Socialisti. Qui appoggiò lo spostamento dellorientamento politico della I.S.F. verso il sindacalismo rivoluzionario.

La sua visione politica divenne sempre più radicale e presto giunse a identificarsi come anarchica. Si licenziò quindi dalla redazione del Proletario e si dedicò alla pubblicazione di un proprio giornale, La Plebe. Più tardi trasferì la sede della Plebe a Pittsburgh e si prodigò per la diffusione delle idee anarchiche presso i minatori e i lavoratori dei mulini della Pennsylvania. Si associò allIndustrial Workers of the World nel 1912, quando venne invitato da questa unione sindacale a Lawrence Massachusetts per aiutarli a mobilitare i lavoratori italiani durante una campagna per la liberazione dei leader dello sciopero Joseph Ettor e Arturo Giovannitti, che erano stati incarcerati con false accuse di omicidio. Dopo il successo dello sciopero di Lawrence, fu attivo in molti altri scioperi in tutti gli Stati Uniti come lo sciopero dei lavoratori tessili a Little Falls, New York 1912, lo sciopero dei lavoratori degli alberghi di New York 1913, il grande Sciopero della seta di Paterson 1913, e lo sciopero dei minatori di Mesabi Range, Minnesota 1916.

Divenne quindi una figura importante tra gli italoamericani nel suo tentativo di fermare i tentativi da parte di Benito Mussolini di organizzare gli immigrati italiani in gruppi di appoggio al Fascismo. A quel tempo, Tresca dirigeva un giornale antifascista, Il Martello, in cui bollava Mussolini come un nemico di classe e traditore questa accusa faceva riferimento alle origini sindacali del movimento fascista. Le attività politiche di Tresca venivano tenute docchio da Roma, mentre, negli Stati Uniti, egli era strettamente sorvegliato dal governo americano. Nel 1926, i fascisti tentarono di assassinare Tresca con una bomba durante un comizio. Egli faceva parte del comitato di difesa di Sacco e Vanzetti, accusati di omicidio, e interveniva spesso in loro difesa attraverso comizi ed articoli.

Durante gli anni trenta, Tresca divenne un esplicito oppositore del comunismo sovietico e dello stalinismo, in particolare dopo che lUnione Sovietica aveva progettato la distruzione del movimento anarchico in Catalogna e in Aragona durante la Rivoluzione spagnola. In precedenza, Tresca aveva appoggiato i bolscevichi, dal momento che uno stato comunista sarebbe stato preferibile ad uno Stato capitalista, e quindi considerando i comunisti sovietici come alleati nella lotta contro il fascismo.

Allinizio del 1938 accusò pubblicamente i sovietici del rapimento di Juliet Poyntz per prevenire la sua defezione dallapparato segreto del Partito Comunista statunitense. Tresca rivelò che, prima che sparisse, la Poyntz gli aveva parlato del suo disgusto per il Terrore instaurato da Stalin.

Nel 1941 confidò a Max Eastman che Nicola Sacco era colpevole del crimine di cui era stato accusato, mentre Bartolomeo Vanzetti era innocente.

A New York, Tresca iniziò anche una campagna pubblica di opposizione alla mafia nel suo settimanale Il Martello. Tresca era consapevole del rischio che correva per la propria vita. In conclusione di un articolo pubblicato poco prima della sua morte, Tresca dichiarò: "Morris Ernst, il mio avvocato, sa tutto. Sa che se un antifascista viene aggredito o ucciso, listigatore è Genrose Pope".

                                     

2. Assassinio

Nel 1943 Tresca, a quel tempo in libertà vigilata, era sotto la sorveglianza della polizia. Il 9 gennaio 1943, la sua squadra di sorveglianza fu testimone di un incidente in cui una macchina accelerò tentando di investirlo.

Due giorni dopo Tresca, mentre usciva dallufficio del giudice di sorveglianza, riuscì a eludere gli agenti che lo controllavano, saltando a bordo di unauto che lo stava aspettando. Due ore più tardi attraversava la Fifth Avenue a piedi quando una Ford nera si fermò di fianco a lui. Un uomo armato scese dallauto e gli sparò nella schiena con una pistola, uccidendolo sul colpo. Lauto venne poi trovata abbandonata nelle vicinanze con tutte e quattro le portiere aperte. Ci si convinse che lassassino era stato Carmine Galante, che avrebbe agito su ordine di Vito Genovese. Galante fu arrestato ed interrogato sullomicidio, ma non fu mai incriminato.

Oggi a Carlo Tresca sono intitolati il Cippo ai Caduti delle Guerre Mondiali, realizzato nel 1920, e il relativo piazzale allingresso del corso Ovidio, noto prima come Largo Vittorio Emanuele.

                                     

3. Opere

Saggi

  • Carlo Tresca, Lattentato a Mussolini: ovvero, Il segreto di Pulcinella, New York, 4 edizioni, lultimo per tempo, editore Alexandria, Va., Chadwyck-Healey Inc, 1987.

Opere teatrali

  • Lattentato a Mussolini, scritta da Carlo Tresca, prima rappresentazione il 30 gennaio 1926 a New Haven
  • Il vendicatore. Dramma sociale antifascista in quattro atti, scritta da Carlo Tresca, prima rappresentazione, il 7 aprile 1934 a New York